sabato, 26.09.09

Inaugurazione IX edizione della "Biennale di Pittura, Scultura e fotografia"

Trentola D. – Venerdì 25 settembre, alle ore 19.00, avrà luogo nel cortile e nel giardino del Palazzo Petruzzo di Trentola Ducenta, via Roma n. 162, l'inaugurazione della IX edizione di "Contemporanea 2009-09-23 - Biennale di Pittura, Scultura e fotografia", mostra d'Arte collettiva curata dall'Associazione Culturale AltaVoce di Trentola Ducenta e presentata da Carlo Roberto Sciascia.
All'evento parteciperanno i seguenti artisti: Antonia Acri (Brindisi), Carlo Capone (Aversa), Antonio D'Albore (Caturano), Belgiro Di Marzo (S: Maria a Vico), Aldo Diana (Vitulazio), Nadia Lolletti (Sulmona), Marinka (Bari), Vincenzo Orazio (Aversa), Angelo Ranieri (Aversa), Anna Scopetta (Caserta).
La cerimonia di inaugurazione sarà preceduta da una conferenza sull'evento; in occasione della mostra è stato edito un catalogo a colori con testo critico di Carlo Roberto Sciascia, intitolato "L'Arte, il neo colonialismo ed i diritti dei veri artisti".
La collettiva, che rientra nell'ambito delle attività artistico culturali dell'Associazione Culturale AltaVoce e dell'Associazione Turistica Pro Loco di Trentola Ducenta, gode del patrocinio della Provincia di Caserta e dell'Ente Provinciale per il Turismo. Il critico Carlo Roberto Sciascia nel suo testo in catalogo ha affermato: "Ben vengano le iniziative come questa di AltaVoce, un'associazione che si impegna da tanti anni a realizzare nel proprio territorio iniziative di valore nazionale ed oltre, in piena libertà da condizionamenti economico-socio- politici, senza legarsi a , urlando ad alta voce e con forza la volontà di essere al di là dei giochi di potere e cercando di conquistare per tanti veri artisti quello spazio a loro spesso negato. L'avere, infatti, proposto la IX edizione di "Contemporanea", una biennale nella quale espongono in minipersonali ben 10 artisti (1 scultore, 7 pittori, 2 fotografi), l'avere edito un catalogo a colori, locandine ed inviti, l'insistere nelle proprie azioni e non fermarsi di fronte alle difficoltà economiche, logistiche e organizzative testimoniano una ferrea e costante volontà positiva che fa onore a tutti i soci. Non resta che ringraziare per l'impegno profuso nella realizzazione di questa nona edizione di Contemporanea i soci ed in primis il Presidente Francesco Russo con il padrone di casa Nunzio Petruzzo, che ha messo a disposizione il cortile ed il giardino del suo palazzo, in collaborazione con l'associazione turistica Pro Loco di Trentola Ducenta ed ammirare le opere di tutti gli artisti partecipanti: lo scultore Aldo Diana da Vitulazio, i fotografi Antonio D'Albore da Caturano e Marina da Bari, i pittori Antonia Acri da Brindisi, Nadia Lolletti da Sulmona, Carlo Capone, Vincenzo Orazio ed Angelo Ranieri da Aversa, Belgiro di Marzo da S. Maria a Vico ed Anna Scopetta da Caserta".
La mostra proseguirà fino al 27 settembre 2009 con il seguente orario di apertura: venerdì, sabato e domenica ore 19.00 – 23.00.

FONTE

Autore: ilsognodimandy Categoria: L'arte... Ore: 09:23 Commenta

domenica, 19.10.08

Maestro Giuseppe Cascella ...CON STIMA

 Oggi voglio dedicare questa pagina ad un artista campano, conosciuto per la sua fama nell'arte della pittura e dei presepi. Ho avuto il piacere e l'onore di fare la sua conoscenza e devo dire che è una personalità squisita e socievolissima aperta a tutti quanti...

 

 

Appassionato dell'arte della pittura e del presepe, il maestro, ha realizzato nel 2003 un colossale presepe che misurava 6 metri di altezza 24 metri quadrati, con materiale in pietra sughero legno.
Il maestro Giuseppe Cascella fa manifestazioni in tutta Italia senza scopo di lucro.
Ha partecipato a varie manifestazioni nelle più importante città italiane. In più,la sua pittura unico nel suo genere ha superato l'oceano sbarcando nell'altra parte del mondo con un successo unico. Chiunque può visitare le sue opere esposte nel suo sito personale.

Il Maestro Cascella, "il maestro salernitano del Presepio, perché è un uomo aperto, di grande spiritualità, in nessun modo dedito al business, ma tutto proiettato alla comunicazione su di un tema che egli sente dal dentro come una vocazione, la stessa che lo lega fortemente al santo di oggi, Padre Pio. Un uomo che ha il fuoco della fede dentro di sè e che si prodiga con la semplicità canonica di chi sa costruire quasi dal nulla, che non disperamai, che vede il bello ovunque."
Il maestro Cascella nasce a Nocera Inferiore provincia di Salerno il 27/10/1955.
Nel 1978 si sposa con Maria Somma, originaria di Lettere provincia di Napoli, con la quale mette al mondo tre figli (Antonio, Francesco ed Anna).
Sin da piccolo ha coltivato la passione per il presepe e con amore e cura ha trascorso giorni e giorni vicino alla costruzione del presepe di casa. Questa passione continuò nel tempo, diventando arte e stile artistico. Ancora oggi, come da bambino, si ritrova a perdersi nel dolce incanto della natura montanara per trarre dalla realtà nuove idee scenografiche presepiali.

Realizza i suoi capolavori con materiali naturali e li arricchisce con figure pastorali di tipica fattura artigianale napoletana. Tornando indietro nella storia, sembra che la sua famiglia abbia origini napoletane fin dal 638 e successivamente spostatasi a Sorrento. Di certo suo nonno ha origini Abruzzesi e da lui, il maestro Cascella apprende l'arte della pittura e del presepe.

 FONTE

 

Autore: ilsognodimandy Categoria: L'arte... Ore: 19:26 Commenta

martedì, 12.08.08

Plantazero : I LOVE ART CONTEST

 

L'amore senza limiti in tutte le sue forme d'espressione... Plantazero y Loveball, hanno invitato disegnatori grafici, fotografi, pinttori e artisti tutti ad interpretare l'amore senza limiti. L'esposizione è stata innaugurata il 31 di luglio alle ore 20:00. Clicca qui per conoscere le opere selezionate.

 

Tra i partecipanti anche l'artista campana Angela Sellitto che ha esposto l'opera intitolata " Libertà di amare ".

 

Autore: ilsognodimandy Categoria: L'arte... Ore: 13:09 Commento: 1

lunedì, 28.07.08

Paladino, i "Dormienti" galleggiano sull’acqua

La mostra di Mimmo Paladino a Villa Pisani di Stra (Venezia) è un percorso attraverso le sale del palazzo e, soprattutto, gli undici ettari di giardino che lo circondano: pittore e scultore della fantasia e della misura, della ricerca e della proporzione, tra gli artisti italiani oggi più rappresentativi a livello internazionale, l’artista nato a Paduli (in provincia di Benevento) nel 1948, ha realizzato una mostra che si pone in perfetta armonia ed equilibrio tra nuovo e antico, tra passato e presente, tra natura e architettura.

Un itinerario di oltre settanta opere, alcune realizzate appositamente per l’occasione e altre già esposte al Mart di Rovereto (i Dormienti e i Testimoni), che permette di approfondire la concezione artistica di Paladino: «Io non devo per forza raccontare – dice l’artista - il punto non è quello che esprimo, l’interpretazione delle mie opere è strettamente personale. È il lavoro sullo spazio che conta per me, qualunque prodotto artistico deve essere anzitutto contestualizzato». L’ambiente che circonda l’opera è parte della stessa, secondo Mimmo Paladino: «Anche una stanza quadrata ha bisogno di attenzione e studio, prima di porvi un disegno. L’arte ha sempre avuto una concezione “totale”, come le “installazioni” oggi cercano di proclamare. In realtà, sotto questo punto di vista, anche una chiesa barocca è un’installazione. In questo senso, ho usato tutta villa Pisani come luogo per una grande installazione».

Ecco, quindi, che nella lunga vasca al centro del giardino «riposano» i Dormienti, sculture in vetroresina rappresentanti corpi umani in posizione fetale, che galleggiano cullati dalla lieve corrente sotto lo sguardo dei Testimoni, figure realizzate con la pietra di Vicenza che richiamano l’arte greca, egiziana o etrusca, e nello stesso tempo si collocano in perfetta sintonia con le statue originali del giardino, anch’esse poste intorno alla peschiera.

Il contemporaneo sembra quasi creato dall’antico, tanta è la sintonia: nelle scuderie della Villa, che chiudono la lunga piscina, Paladino ha esposto il Carro, del 1988: su un sottile asse di bronzo con quattro ruote alle estremità, si appoggiano forme che richiamano quelle di volti di creature fantastiche., Nella Conserva degli Agrumi presso l’Orangérie si trovano invece tele di grandi dimensioni dove ai colori naturali della pietra e del bronzo Paladino sostituisce toni più caldi, l’oro, il nero, l’arancio e il rosso. Sulla stretta scala a chiocciola dell’esedra sono sospese le scarpette in alluminio, e, proseguendo nel giardino, si passa anche attraverso il meraviglioso labirinto della villa che, al centro, presenta un Dormiente inedito di terracotta e smalti.

Una mostra che è anche un percorso e un viaggio, in cui sculture e arredi del Settecento e Ottocento si integrano con le opere del nostro secolo create da Paladino, ancora più particolari perché «non m’interessa che si conservino. Nella scelta dei materiali prediligo il fine che ho al momento per la realizzazione dell’opera, m’interessa la materia in quanto tale, non la conservazione di questa. Non l’artigianato».

LA MOSTRA
«Mimmo Paladino a Villa Pisani» a cura di Costantino D’Orazio. Museo Nazionale di Villa Pisani, Via Doge Pisani 7. Stra (Venezia) Fino al 2 novembre. Info: www.villapisani.beniculturali.it - 041-271.9019

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Autore: ilsognodimandy Categoria: L'arte... Ore: 16:54 Commenta

venerdì, 25.07.08

Al British Museum memorie «pop» di Adriano

LONDRA. Un corridoio a spirale scuro e stretto nella Rotonda, l'austera Reading Room del British Museum. Il buio appena oltre la grande volta trasparente di sir Norman Forster. Poi d'improvviso imponente e maestosa la colossale testa di Salagassos. E gli occhi di marmo che scavano dentro di noi. La severa maestà di Adriano ci cattura. L'incanto si concentra tra i riccioli giganteschi, la barba alla greca infonde ancora un non so che di rassicurante. Rinvenuto per caso nell'agosto 2007 nella cittadina turca di Salagassos, questo gigantesco ritratto dell'imperatore graeculus è insieme simbolo e viatico della mostra al British Museum, Hadrian Empire and Conflict. Titolo dalla eloquente chiarezza di intenti: fornire una nuova prospettiva su vita ed eredità, contraddizioni e ruolo politico del comandante militare e poi del sovrano dalla complessa personalità. Ridimensionando inevitabilmente, come da sempre sostiene gran parte della storiografia, l'enigmatica allure yourcenariana. A partire dall'ascesa al potere (prima sezione della mostra, A new elite), raccontata attraverso i ritratti della famiglia imperiale. Un albero genealogico composto dai busti di Pompeia Plotina (dal Museo d'Arte e di storia di Ginevra), da quello di suo marito, l'imperatore Traiano (British Museum), di sua sorella Ulpia Marciana (Museo di Ostia), quello bellissimo di sua figlia Matidia (dai Musei Capitolini) e della di lei figlia Sabina (dalla Carlsberg di Copenaghen), andata in sposa a soli 15 anni (nel 100 d.C.) a Adriano, qui presente nella carrellata di ritratti attraverso il busto di marmo del British Museum. Una carrellata che ha in Adriano e in Plotina, che svolse un ruolo cruciale nell'ascesa al potere del suo protetto, le ali estreme di questa saga familiare, dove la conquista del potere si lega indissolubilmente all'intrigo. Fu Plotina, alimentando il gossip del tempo, a convincere un Traiano morente a scegliere Adriano come suo erede. Una nuova elite di «latifondisti spagnoli» (Adriano era nato a Italica), destinata a scalare le vette del più grande impero. E qui registriamo il primo dei molti paragoni, fin quanto azzardati non è dato sapere, di questa ricostruzione . La famiglia di Adriano produceva olio d'oliva che poi esportava a Roma: olio importante per l'economia d'allora come il petrolio dei giorni nostri. La famiglia imperiale come i Bush d'oggidì? Che dire poi dell'Adriano che appena salito al potere consolida i confini e abbandona la Mesopotamia, «l'odierno pantano dell'Iraq». Qui il paragone «attualizzante» per il condottiero d'allora è rinvenuto in Barak Obama. (Scontato, inutile, troppo? ). Sono gli stessi curatori che archiviano senza tanti complimenti la figura di imperatore filosofo, cara a noi lettori della Yourcenar. È inadatta all'oggi «ogni epoca ha il suo Adriano» spiegano in conferenza. Relegata alla letteratura dunque, insieme alla sua effigie più rappresentativa: la statua di Adriano in veste greca proveniente da Cirene, in possesso dello stesso British. Un recente esame della scultura ha evidenziato come la testa dell'imperatore nell'800 venne erroneamente accostata dai restauratori del museo a una statua sbagliata, abbigliata all'ellena. Merito quest'ultimo, fra i maggiori della mostra, insieme all'aver portato a Londra i resti del colosso di Salagassos (oltre alla testa di cui sopra una gamba e il piede della statua, che era alta 4/5 metri, e presentava un torso in legno, rivestito in bronzo, mentre alle estremità era riservato il marmo). Ma la foga distruttiva del possente mito letterario può giocare brutti scherzi. E ciò a prescindere da una valutazione sulle scelte, per altro non esclusive della stessa Yourcenar, dove l'imperatore convive, pur tormentato, con il filosofo sensibile. Qui nella seconda sezione in mostra, dal titolo War and Peace, la scelta netta è per il condottiero e per il politico spregiudicato. Di più, per il genocida da «la faccia nazista». Vero è che, come ben documentano i reperti provenienti da Israele (fra cui il bellissimo bronzo con la testa di Adriano e il torso di attribuzione dubbia proveniente da Tel Shalem, e per la prima volta fuori da Israele), la repressione alla rivolta del 132 dC guidata da Simon Bar Kokhbad (Son of the star) fu un bagno di sangue, con oltre mezzo milione di ebrei trucidati. Ma occorreva scomodare la storia del '900? E ancora che dire della ricostruzione che vuole nella piega rappresentata nell'orecchio della statua di Adriano giovane (dal Prado di Madrid) un evidente sintomo di patologie coronariche? Accostamenti storici lassi e diagnosi ad effetto: il dubbio è lecito, un'unica regia mass-mediatica ha forse forzato la mano? Era poi necessaria?  CONTINUA ...»

Il book-shop è ricolmo di ceramiche con rametti d'olivo di dubbio gusto, di magliette over size con immagini del Vallo. Certo resta lo sforzo di una mostra dalle 170 opere provenienti dai più disparati paesi. La terza sezione (Architecture and Identitity) e la quarta (Hadrian's Villa) offrono uno spaccato sulla politica costruttiva di un Adriano che avrebbe cambiato il volto della capitale e dell'impero, imprimendo una svolta nella storia dell'architettura. Qui il paragone, questo sì dovuto, è fra la volta del Pantheon e quella, ispirata per la mediazione michelangiolesca, con la Rotunda, la Reading Room di Sydney Smirke. La sesta sezione è invece dedicata a Sabina (ritratto di Sabina dai Musei Capitolini) mentre l'ultima Towards eternity contiene i due Pavoni in bronzo dai Musei Vaticani. Eppure quando si affronta il quinto settore del percorso, quello intitolato Antinous - con al centro la bellissima testa di Mondragone proveniente dal Louvre e quella di Antinoo-Osiride dal Museo Gregoriano Egizio, il dubbio di aver senza motivo strizzato l'occhio al marketing si rafforza. La passione omosessuale dell'imperatore nessuno la discute. Qui la Yourcenar torna d'attuale e indiscussa prepotenza, ma quel che non convince è ancora una volta l'esibita messa in campo delle categorie dei nostri giorni. L'amore gay farà anche "cool", ma oltre al botteghino a cosa giova? Piuttosto, il biglietto costa 12 sterline (12 £, sic!) il catalogo - con le didascalie quasi tutte sbagliate delle opere presenti - 25 pound e il book-shop trabocca di gadget improbabili. Insomma, forzature mass-mediatiche a parte, una buona occasione per vedere alcune delle più interessanti scoperte recenti.

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Autore: ilsognodimandy Categoria: L'arte... Ore: 17:55 Commenta

giovedì, 24.07.08

Plantazero: I love Art Contest

L’amore senza limiti in tutte le sue forme d’espressione…
Plantazero y Loveball, hanno invitato disegnatori grafici, fotografi, pinttori e artisti tutti ad interpretare l’amore senza limiti.
L’esposizione si innaugurerá a Barcellona il 31 di luglio alle ore 20:00.


Artisti selezionati:

Pittura:

Angela Sellitto

"Libertà di amare"

Clara Trucco

" No digas mentiras"

"Yo amo a mi mamà"

Gennaro Branca

"Gusto personale"

"Conquistare la linea d'orizzonte"

Hender Cardoso

"iniciaçäo"

Paola Mikiej

"Amantes 1"

"Amantes 2"

"Amantes 3"

Fotografia:

Felipa Frois Almeida

"utopia_toronja 1"

"utopia_toronja 2"

"utopia_toronja 3"

Igor Gentili

"no title"

"no title"

Grafica:

Massimo Nardi"

"Lumache"

Mataro da Vergato

"The bonsai love"

"Narcissus eros martian"

Nazzilla

"Tori"

Sara di Mario

"Cada beso es amor"

 

 

 

 

Autore: ilsognodimandy Categoria: L'arte... Ore: 19:03 Commenta

lunedì, 21.07.08

Guernica malato grave

Il celebre quadro di Picasso ha subito molte ferite. Ora si cerca di correre ai ripari prima che sia tardi

MADRID
La «salute» del celeberrimo Guernica di Pablo Picasso è «stabile nella sua gravità». L’ultima diagnosi sulla conservazione della mitica e colossale tela (7,75 metri per 3,50) arriva dopo una radiografia a cui è stato sottoposto dai 30 tecnici di Jorge García Gómez-Tejedor, capo del dipartimento di Restauro del Museo Reina Sofía di Madrid. Il suo stato, al momento, non però così drammnatico da richiedere una operazione chirurgica immediata.

Se si debba portare o no in Guernica in sala operatoria sarà deciso nel 2010, quando sarà concluso il check-up, che comprende anche una colorimetria per analizzare a fondo lo stato dei tratti grigi, bianchi e neri, una scansione completa e altre foto ad alta risoluzione. Ma che la situazione desti molte preoccupazioni lo si evince dalla radiografia, effettuata in gran segreto e rivelata ieri da El País. Conferma il grido d’allarme già lanciato nel ’98: la tela soffre di molte ferite, in gran parte attribuibili alla sua storia. Picasso la dipinse nel ‘37 su incarico della Repubblica, sotto attacco del golpe di Francisco Franco, per esporla nella Esposizione Universale di Parigi: il suo destino fu di essere da subito il simbolo itinerante dell’antifascismo mondiale. Non solo: serviva pure per raccogliere adesioni e fondi per il legittimo governo spagnolo I viaggi cominciarono in Europa per proseguire negli Stati Uniti, dove Guernica «riposò», per volontà dell’autore, fino a quando non fosse tornata la democrazia in Spagna. Il Funeralísimo morí nel ’75, la democrazia rinacque nel ’77 ed Guernica tornó in patria.

Ma tante traversie lasciarono il segno. Il quadro, infatti, ad ogni trasferta, veniva arrotolato su se stesso. Il primo Sos venne lanciato dallo stesso Picasso, che decise già nel ’57, quando la sua più celebre opera aveva solo 20 anni, il primo restauro presso il Moma di New York. Ed anche che la tela non dovesse più viaggiare prima dell’ultima dipartita per la Spagna. In patria, la tela è stata trasferita solo un’ultima volta, nel ’92. In attesa del fatidico referto, il Reina Sofía ha già deciso una rivoluzione per il 2010: il Guernica sarà spostato, nello stesso salone, di 10 metri, cambiando così la sua prospettiva.
 

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Autore: ilsognodimandy Categoria: L'arte... Ore: 18:54 Commenta

martedì, 01.07.08

Quando il vetro diventa scultura

VENEZIA
Dalla stazione ferroviaria di Venezia parte un traghetto ogni mezz’ora, in 20 minuti si raggiunge l’isola bella che da tempi remoti invia creazioni artigianali o artistiche per le vie del mondo: Murano. Celebre per i suoi vasi, coppe, bicchieri, candelabri, sculture, Murano possiede un delizioso quanto raro Museo del Vetro, nell’antico Palazzo dei Vescovi di Torcello. Sale e saloni sono stati di recente restaurati per accogliere il patrimonio del passato ed esposizioni future: decine e decine di reperti dagli antichi romani al ’700 più raffinato e all’’800. Nonché la produzione del ’900 con Zecchin, Balsamo Stella e tutti coloro che con il vetro lavorarono: Giò Ponti, Sottssass e altri architetti, designer, artisti.

Ora per finanziare il Museo e l’ingrandimento, in vista d’una necessaria catalogazione ed esposizione di tutto lo splendido materiale nei depositi, undici famose fornaci muranesi si sono associate sotto il marchio «Vetrovetro» sponsorizzando l’istituzione per informare sulla continutà dell’arte vetraria, rinnovare con apporti di artisti o artigiani quella che è una delle arti decorative più apprezzate in tutto il mondo. Ecco, circa 100 opere in mostra: sia creazioni attuali sia lavori dagli archivi delle fornaci. Non mancano sorprese nè suggestioni. Seguso, nome storico, ora Seguso Viro, esibisce esuberanti vasi in cristallo con teste equine emergenti dal cristallo, o testi incisi su vasi-poesie; la Effe di Furlan propone interessanti sculture colorate zoomorfe del padre Walter disposte sul pozzo in giardino, mentre il figlio Mario, laureato all’Accademia, affronta in possenti lavori temi mitologici come il magistrale busto di Icaro. La S.A.L.I.R offre una selezione di splendidi esemplari del passato: vasi, bicchieri di Balsamo Stella, Vittorio Zecchin, Giò Ponti, de Chirico.

Singolari piante o fiori colorati, alti 80 centimetri, sembrano cresciuti nel giardino, dimostrando l’abilità di Simone Giovanni Cenedese. Forme tradizionali, innovate nello spirito e dimensioni, si trovano nei candelabri di Galliano Ferro, mentre inedite rappresentazioni di coppe, flute, caraffe, vasi, sul tema del moscardino, compaiono nella Nuova Biemmeci; altrove vasi, bicchieri, scultorei nelle forme e dai colori raffinati sono frutto della Nasonmoretti che vanta opere in musei come il Moma di New York. Assai graziose le figurette femminili della Formia Fornace Mian, mentre Anfora, dove già lavorarono Arnaldo Pomodoro, Massimo Nordio e altri, espone opere del Maestro Zilio in vasi seducenti.

Per Dino Rosin ecco, in cristallo e calcedonio, una composizione che evoca la genesi della vita, dall’acqua ai microrganismi. Infine di nuovo il museo, unico al mondo, è forse sottovalutato fin dagli stessi Musei Civici veneziani di cui pure fa parte. A curare la mostra è il Conservatore, Silvio Fuso, che divide la carica con Cà Pesaro, istituzione di gloriosa memoria e notevole impegno. Rari musei possono vantare il patrimonio del Muranese, talune coppe, come la nuziale «Barovier» creata al calare del XV secolo, non possono che sollecitare a prestiti Musei quali il Metropolitan o il Louvre.

Allora? Questo stupefacente Museo richiederebbe maggior attenzione, cure, non solo dei bravi muranesi, ma da parte di chi possa dedicarsi al completo nel rinnovarlo e renderlo di nuovo celebre, come i prodotti, nel mondo. Le fornaci di VetroVetro a questo mirano, con inviti ad artisti e designer attuali perchè tornino a Murano lavorare il vetro, come già fecero i grandi, Picasso compreso.

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Autore: ilsognodimandy Categoria: L'arte... Ore: 12:59 Commenta

mercoledì, 20.02.08

Teatro e donne – donne a teatro

DAL 21 FEBBRAIO AL 22 MAGGIO 2008Pia Di Donato) Un nuovo progetto e un laboratorio animeranno il piccolo teatro-bottega di Via Volturno, diretto da Pierluigi Tortora. Rifuggendo da facili luoghi comuni o da manifestazioni che iniziano e finiscono, solo per formalità, nella giornata dedicata alla Donna, 8 Marzo, Tortora, unitamente alla Commissione Pari Opportuità della Provincia di Caserta, ha ideato una intera rassegna ed un Laboratorio tutta al femminile che "allunga" idealmente questa ricorrenza. Il primo spettacolo è Giovedì 21 febbraio: Teatro Potlach presenta “Per Edith Piaf” con Nathalie Mentha regia di Pino Di Buduo, un viaggio musicale nella Francia degli anni ’30

 

Autore: ilsognodimandy Categoria: L'arte... Ore: 22:12 Commenta

Pepe Nero Gallery, s’inaugura mostra di Luca Lubello

ARTE | Caserta – “Donne, primi piani di donne, dalle grandi bocche rosse e dagli occhi socchiusi”: così esordisce il critico d’arte Enzo Battarra nel suo testo di presentazione della personale di Luca Lubello alla Pepe Nero Gallery di Caserta domani mercoledì 20 febbraio alle ore 20,30. Titolo della mostra “Post Orgasmic Chill”.
“Le donne ritratte da Luca Lubello – prosegue Battarra – sono belle e affascinanti, colte nel momento più tenero e più dolce, appaiono sognanti e sensuali, protagoniste e vittime di un glamour di massa. Un grande freddo le assale, pronto a dare un brivido alla creazione, una scossa alla vita. È una pittura che nasce dall’esperienza dei pixel e dalla luce dei monitor, ma è pittura, quella vera”.
Luca Lubello, casertano ventiseienne, è laureato in Disegno Industriale per la Moda presso la Facoltà di Architettura della Seconda Università degli Studi di Napoli.
In occasione dell’inaugurazione della mostra del giovane e talentuoso artista, la Pepe Nero Gallery di Caserta ha organizzato una serata d’arte e di degustazione con i vini Donnafugata e la cucina slow food per un incontro all’insegna della convivialità e del piacere di vivere.
Continua così il progetto Pepe Nero Gallery di avvicinare l’arte a tutti, un progetto ambizioso portato avanti da un gruppo di amici convinti che l’arte e la cultura siano la vita e che la vita sia una gioia di vivere insieme.

Autore: ilsognodimandy Categoria: L'arte... Ore: 22:06 Commenta